Il Bambino che è in ognuno di noi

E se vi dicessi che in ognuno di noi c’è una parte Bambina? In questa sede chiamiamo queste “parti” Stati dell’Io e sarà doveroso parlare anche dello Stato dell’Io Genitore e dello Stato dell’Io Adulto.

Si tratta del linguaggio dell’Analisi Transazionale, una teoria psicologica con una relativa applicazione pratica da cui talvolta prendo spunto nella mia attività clinica.

Sintetizzando molto, quello che ci dice l’Analisi Transazionale è che ognuno di noi, in base alle circostanze, si esprime attraverso uno Stato dell’Io (cioè proverà determinate emozioni, penserà in un certo modo ed emetterà taluni comportamenti) che può essere quello del Genitore, dell’Adulto o del Bambino.

Genitore: quando seguiamo automaticamente delle regole rigide, agiamo seguendo stereotipi, non “aggiorniamo” i dati immagazzinati nella nostra mente né li mettiamo in discussione.

Bambino: quando proviamo emozioni, pensiamo e agiamo come facevamo effettivamente da bambini… Magari eravamo spaventati quando la mamma si allontanava imprevedibilmente e ora ci ritroviamo con una strana angoscia quando il nostro partner si allontana o non ci risponde subito al telefono.

Adulto: è la parte che osserva e rileva i dati presenti nell’ambiente circostante, qui ora, valuta le regole immagazzinate nel Genitore, ascolta i bisogni e le necessità del Bambino e, infine, agisce intenzionalmente e consapevolmente. Possiamo considerare l’ “attività” dell’Adulto come un puro e sofisticato problem solving.

Ecco perché quando ho visto questo compito dell’oroscopo di Rob Brezsny, della rivista Internazionale (molto poco oroscopo in senso tradizionale in realtà, bensì un ricettacolo di aneddoti culturali, riferimenti pratici, episodi di vita vissuta e spunti curiosi) ho pensato all’Analisi Transazionale, e mi è piaciuto un sacco!

Questo “compito” è dunque meno ipotetico di quel che sembri, è per questo che l’ho trovato così interessante: in ognuno di noi c’è una parte bambina (“un piccolo clone di noi stessi”) che riemerge anacronisticamente in alcune situazioni del presente… Dobbiamo parlare in pubblico ed eccoci che iniziamo a balbettare come alla recita delle elementari, ci dicono un no e diventiamo irragionevoli come un bambino, dobbiamo discutere col capo o un collega e proviamo vergogna come se improvvisamente non fossimo più adulti…

Ci siamo mai chiesti da quale passato provengono queste reazioni (e chissà quante altre…)? In che modo l’educazione che ci è stata impartita ci ha influenzati in tal senso? Ebbene, ora che siamo adulti possiamo dare a quel piccolo clone di noi stessi quello che non ha ricevuto, possiamo parlargli come ora sappiamo sarebbe stato utile, possiamo sostenerlo come forse nessuno ha veramente fatto con noi, possiamo lasciarlo libero o contenerlo a seconda delle sue necessità… Possiamo, più di ogni altra cosa, amare quella piccola parte di noi nel modo sano e incondizionato che merita.

 

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